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ARCHIVI

dai Macchiaioli alla Pop Art

Dal 13 novembre 2025 al 3 marzo 2026 nello spazio espositivo di Marco Bertoli e di Angelo Enrico, un evento solo su appuntamento per condividere la passione per l'arte.

“Un archivio non è solo un deposito del passato, ma un  dispositivo del presente : ciò che scegliamo di conservare, svela chi siamo”.

Con la mostra ARCHIVI, si inaugura un percorso espositivo che non è soltanto una retrospettiva, ma una rilettura critica pluridecennale di lavoro, passione e ricerca di due specialisti del panorama artistico italiano, l’art advisor Marco Bertoli e Angelo Enrico, storico gallerista, e figura di riferimento nel tessuto culturale milanese.
La mostra si configura come un attraversamento visivo e concettuale di un archivio personale che ha saputo, nel tempo, farsi narrazione, spazio vivo e mutante di idee, sguardi e intuizioni.
Dall’amore per l’arte italiana dell’Ottocento — capace di raccontare un Paese in piena trasformazione, tra le aperture veriste del naturalismo, la rivoluzione dei macchiaioli e le sperimentazioni del divisionismo — fino alle espressioni più concettuali dell’arte contemporanea, ARCHIVI si configura come un vero e proprio viaggio attraverso gusti, scelte e traiettorie culturali, raccolti e selezionati con rigore ma anche con uno sguardo visionario.
Il percorso della mostra si sviluppa secondo una logica tematica, intrecciando opere di artisti come Courbet, De Nittis, Fattori, Zandomeneghi, Balla, Fontana, Warhol, Christo e altri.
L’intento non è tanto quello di proporre una cronologia storica, quanto piuttosto di costruire un racconto intimo, fatto di memorie e relazioni, dove ogni opera dialoga con le altre in un equilibrio costante tra emozione e riflessione.

Il passaggio del tempo — con le sue trasformazioni sociali, estetiche e culturali — è registrato come una sedimentazione fluida, in cui l’archivio diventa strumento di lettura di un mondo che cambia.
In questo contesto, si delinea un gusto eclettico e sempre più consapevole, capace di accostare senza gerarchie apparenti la pittura ottocentesca alle installazioni contemporanee, la tradizione figurativa alla sperimentazione visiva più radicale.

ARCHIVI

Il vero spirito della mostra risiede nella capacità di accogliere la complessità come espressione più autentica della coerenza.

Ogni opera, ogni documento, ogni frammento esposto è una testimonianza diretta di un incontro, di un’intuizione o di un tempo condiviso.
Accanto ai capolavori di pittura dell’Ottocento — da Boldini ai Macchiaioli, da Induno fino alla Scapigliatura milanese — convivono le scelte più ardite del Novecento, in un dialogo serrato che include le ricerche visive e installative delle ultime generazioni, fino alle recenti collaborazioni con artisti contemporanei, già esposti a M45, lo spazio d’avanguardia e piattaforma curatoriale fondata da Marco Bertoli e Angelo Enrico, simbolo di una visione sempre proiettata verso il futuro.

ARCHIVI è quindi, innanzitutto, un ritratto a due voci, ma anche una polifonia più ampia, che coinvolge artisti, collezionisti, curatori, e chiunque abbia attraversato, anche solo per un istante, la traiettoria di questi ultimi trenta, quarant’anni.
In un’epoca in cui tutto tende a disperdersi nella fluidità della contemporaneità, ARCHIVI invita a tornare al gesto della conservazione consapevole, la costruzione lenta e meditata di un’eredità culturale che possa ancora parlare al nostro tempo.

Alcune delle opere in mostra

Coordinamento: Isabella Fogliani
Comunicazione e Marketing: Sandra Gabriele, Alessandro Catellani, Doppiospazio
Ufficio stampa: Serena Fregni